Come esercitarsi nello studio delle lingue

 " Lingue ".

Il dono miracoloso delle lingue accompagnò il versamento dello spirito santo alla Pentecoste del 33 E.V. I circa 120 discepoli radunati in una stanza al piano superiore (forse vicino al tempio) ebbero così la possibilità di parlare “delle magnifiche cose di Dio” nella lingua degli ebrei e dei proseliti giunti a Gerusalemme da paesi lontani per celebrare la festa. Questo adempimento della profezia di Gioele dimostrò che ora Dio si serviva della nuova congregazione cristiana e non più della congregazione ebraica. Per ricevere il gratuito dono dello spirito santo, gli ebrei e i proseliti dovettero pentirsi ed essere battezzati nel nome di Gesù. — At 1:13-15; 2:1-47.

Il dono delle lingue fu molto utile ai cristiani del I secolo per predicare a persone che parlavano altre lingue. In effetti era un segno per i non credenti. Tuttavia Paolo, scrivendo alla congregazione cristiana di Corinto, diede istruzioni che quando si radunavano non tutti parlassero in lingue, altrimenti qualche estraneo o non credente, non comprendendo, poteva concludere che fossero matti. Inoltre raccomandò che a parlare in lingue fossero “due o al massimo tre, e a turno”. Comunque, se nessuno era in grado di tradurre, allora chi parlava in una lingua doveva rimanere in silenzio nella congregazione, parlando a se stesso e a Dio. (1Co 14:22-33) Se non veniva tradotto, il suo parlare in una lingua non avrebbe edificato altri. Infatti nessuno avrebbe ascoltato le sue parole poiché sarebbero state senza senso per chi non era in grado di capirle. — 1Co 14:2, 4.

Se chi parlava in una lingua non era in grado di tradurre, allora non capiva quello che egli stesso diceva e tanto meno l’avrebbero capito gli altri che non conoscevano quella lingua. Perciò Paolo incoraggiò quelli che avevano il dono delle lingue a pregare di poter anche tradurre e così edificare tutti gli ascoltatori. Da quanto sopra si comprende perché Paolo, sotto ispirazione, classificò il parlare in lingue come un dono minore e affermò che in una congregazione avrebbe preferito dire cinque parole con la sua mente (con intendimento) piuttosto che 10.000 parole in una lingua. — 1Co 14:11, 13-19.

“Interpretazione di lingue”.

Il dono di interpretare le lingue era manifesto in chi era in grado di tradurre una lingua a lui sconosciuta. (1Co 12:10) Questo dono in realtà accresceva l’efficacia del dono di parlare in lingue, poiché l’intera congregazione sarebbe stata edificata udendo la traduzione. — 1Co 14:5.

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01.11 | 12:30

IL GRADO DI CIVILTA' DI UN POPOLO LO SI MISURA , IN PRIMO LUOGO, DAL MODO COME TRATTA DONNE, BAMBINI E ANZIANI.

...
09.11 | 15:17

Mr Daniel'
Be a member of Illuminati as a brotherhood will make you rich and famous in the world and have power to control people in the high place in the worldwide.Are you a business man or woman,artist, political, musician, student, do you want t

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06.07 | 02:50

lpurtroppo su internet si trova di tutto ed e' per questo che molti non capicono c'e' tutto ed il contrario di tutto e questo fa il loro gioco

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03.07 | 17:08

No ! Non c'è assolutamente alcuna connessione tra questa poesia ed i Sioux / i Navajo o i Africani.
No! Questa poesia è né di un anonimo nè africana né indian

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